venerdì 25 maggio 2012

Nel ricordo di Aligi Sassu


Circolo degli Artisti 
Pozzo Garitta, 32  17012 Albissola Marina (SV)
               

Orgoglio ed emozione nell'inviare l'invito per le Mostre a celebrazione dei 100 anni dalla nascita di Aligi Sassu.
Albissola è riconoscente per quanto il grande Maestro ha fatto nel periodo della sua permanenza presso la nostra città.
Il lungomare degli Artisti e la cofondazione del nostro Circolo sono i due segni eclatanti dell'impegno con cui lui e gli altri grandi Artisti qui presenti negli anni '50 hanno voluto cartatterizzare il nostro futuro.
Questa volta sentiamo di rivolgere un caloroso invito a visitare le due Mostre (vale la pena anche di un lungo viaggio) certi che costituiranno un segno importante nella riproposizione dell'Opera di uno dei maggiori Artisti del '900.
Con i migliori saluti.
Antonio Licheri  



giovedì 24 maggio 2012

mercoledì 23 maggio 2012

Contemporary Art Talents Show di ArtePadova

CONTEMPORARY ART TALENTS SHOW

Sezione Under 5000 di ArtePadova 2012

9 – 12 Novembre 2012

Gentile Artista,


a seguito delle numerose richieste da parte dei visitatori di ArtePadova e di numerose gallerie e associazioni culturali, abbiamo deciso di introdurre, a partire dalla scorsa edizione, la sezione dedicata all’arte accessibile, Under 5000, la quale, quest’anno, si svilupperà nel padiglione 1 del quartiere fieristico di Padova Fiere.
La nuova sezione Contemporary Art Talents Show di ArtePadova, oltre che far conoscere al pubblico nuovi nomi dell’arte contemporanea ed aiutare ad emergere i futuri talenti, si fonda sul concetto, già conosciuto in ambito internazionale, di arte accessibile, punto d’incontro e scambio, ma soprattutto occasione per collezionisti, galleristi e artisti.
Per lanciare questa iniziativa i costi di partecipazione per artisti e per associazioni sono agevolati.
La fiera si svolge dal 9 al 12 novembre con allestimento ed inaugurazione il giorno 8.
In allegato il depliant dove può trovare ulteriori informazioni.


Perché ArtePadova:

Grazie alla fortunata collocazione economica e geografica, il Nord Est, ArtePadova è diventata una delle più importanti iniziative del settore, sia per numero di visitatori che per riuscita economica.

Padova, si colloca al centro della Regione Veneto, che con le sue 500.000 imprese è uno dei distretti produttivi più importanti d’Europa. Il tasso di imprenditorialità ha segnato una diffusione di imprese sul territorio regionale corrispondente a 10.2 unità per 100 abitanti, densità superiore a quella nazionale, mentre il tasso di disoccupazione (2,7%) è tra i bassi in Italia. I rapporti con l’estero sono aspetto importante dell’economia veneta, la Regione, infatti, vanta il 12% dell’export nazionale.

Padova con le sue 105.000 imprese ha il primato del maggior numero di aziende attive presenti nel territorio veneto. L’area è sicuramente tra le più ricche in Italia, la ricchezza prodotta nella provincia, misurata dall’indicatore di reddito lordo (valore aggiunto), è pari a 23.2 miliardi di euro. La Provincia di Padova si posiziona all’11 posto in Italia per incidenza sul reddito prodotto nazionale (con una quota dell’1,8% del totale) collocandosi al secondo posto in regione. Il valore complessivo del Prodotto Interno Lordo provinciale si attesta sui 27,1 miliardi di euro (18,8% del totale Veneto) con un valore procapite di 30.165 euro per abitante, al di sopra, quindi, del dato nazionale (25.921).

La città, cuore economico del Veneto, ne è anche il cuore geografico. Trovandosi in posizione strategica diventa il naturale crocevia non solo tra il Friuli e il Trentino, ma anche tra Austria, Slovenia e Croazia con il resto d’Italia.


www.artepadova.com















lunedì 21 maggio 2012

"Pigmenti"


Si informa che sabato 26 maggio alle ore 17 presso l'Oratorio del Cristo Risorto (Largo Varaldo a Savona) si svolgerà la presentazione del nuovo numero del giornale "Pigmenti", durante la quale sarà consegnato al Prof. Silvio Riolfo Marengo il Premio "Renzo Aiolfi" 2012. Vi aspettiamo numerosi anche per ritirare una copia omaggio che sarà donata a tutti i presenti.
Cordialità

La Segreteria

Associazione Culturale “R. Aiolfi” – no profit
Via. P. Boselli 6/3, 17100-Savona
Orario: Mercoledì ore 10 – 12
             Giovedì ore 16 - 18

Per ulteriori informazioni e approfondimenti si può  visitare il nostro blog

sabato 19 maggio 2012

“Cantare e portare la Croce” record di 9 cori negli oratori



COMUNICATO STAMPA

Terza edizione dell’evento con numeri in crescita: circa duecento cantori coinvolti.
Tre venerdì sera di musica sacra: si comincia l’11 a Cogoleto, poi Lavagnola e Albisola.
Il vescovo Vittorio Lupi: “Saluto con gioia questa collaborazione tra cori e confraternite”.
Dedica al Priore diocesano Giovanni Priano e a Gianni Genta, cantore e confratello.

Nove cori, circa duecento coristi, oltre cinquanta brani in programma, tre oratori - più la chiesa che ospita il convegno finale - sette località della provincia coinvolte, sei enti patrocinanti. Sono questi i numeri  di “Cantare e portare la Croce”, la manifestazione promossa dal Priorato diocesano delle Confraternite col Coordinamento diocesano delle corali e la Diocesi di Savona-Noli che vanta anche il patrocinio della Provincia di Savona e dei Comuni di Savona, Cogoleto, Albisola Superiore e Stella.
Visto il grande successo delle prime due edizioni, l’evento prosegue con sempre maggior entusiasmo e con sempre più cori: quest’anno sono, come detto, ben nove i gruppi partecipanti distribuiti in tre diverse date in altrettanti oratori della diocesi. Altra novità, quest’anno le serate sono tutte di venerdì a sottolineare il secolare impegno penitenziale delle confraternite.
Insomma record e novità per la manifestazione che in questa edizione porta con sé una doppio affettuoso ricordo. L’evento è dedicato infatti al priore diocesano Giovanni Priano,  scomparso lo scorso settembre e fra i primi sostenitori del progetto, e a Gianni Genta, cantore e confratello, scomparso nel 2009, “ispiratore” delle origini di questa rassegna-preghiera.
Si inizia venerdì 11 maggio alle 21 nell’oratorio di S. Lorenzo a Cogoleto, città natale di Priano che sarà ricordato a inizio serata. Presenti il Coro Polifonico di Valleggia, il Coro “S.Pietro” di Savona e il coro “Voci Bianche” di Valleggia. Seconda tappa a Lavagnola, quartiere di Savona, il 18 maggio alle 21 nell’oratorio di S. Dalmazio: protagonisti il Coro polifonico “Città di Albisola Superiore”, la Corale “Guido d’Arezzo” di Carcare e la Corale Polifonica Cellese. Quindi il 25 maggio alle 21, nell’oratorio di S.Maria Maggiore ad Albisola Superiore canteranno il Concentus Mater Misericordiae di Savona, la Corale “S. Maria” di Cogoleto e il Collegium Musicum “Sancti Sebastiani Gameraniensis” di Stella. Infine, domenica 3 giugno, il Convegno diocesano delle corali a Stella san Martino, alla presenza del vescovo Vittorio Lupi che spiega: “La collaborazione fra confraternite e corali, preziose risorse nel nostro territorio e della Chiesa savonese, vivifica queste realtà radicate nel passato, ma attive nel presente”. “C’è un grande entusiasmo attorno a questa iniziativa, che continua a crescere grazie alla disponibilità di cori e confraternite – afferma il direttore artistico Marco Gervino – crediamo sia un’occasione importante per il territorio e per la Chiesa savonese”.  “Il canto aiuta ad elevare l’anima a Dio, a essere alla Sua presenza, ad abbracciare quella Croce che ognuno vive nella sua esistenza” aggiunge il priore diocesano delle confraternite Milly Venturino.

Il programma dettagliato


Venerdì 11 maggio ore 21
COGOLETO
Oratorio SAN LORENZO                          

CORO POLIFONICO DI VALLEGGIA
direttore Marco Siri

CORO “S.PIETRO” - SAVONA
direttore Padre Piergiorgio Ladone

CORO “VOCI BIANCHE” – VALLEGGIA
direttore Marco Siri

Venerdì 18 maggio ore 21
SAVONA- LAVAGNOLA
Oratorio SAN DALMAZIO   

CORO POLIFONICO
 “CITTA’ DI ALBISOLA SUPERIORE”
direttore Andrea Ravazzano

CORALE “GUIDO D’AREZZO” – CARCARE
direttore Michela Vassallo

CORALE POLIFONICA CELLESE
direttore Eleonora Molinari

Venerdì 25 maggio ore 21
ALBISOLA SUPERIORE
Oratorio SANTA MARIA MAGGIORE             

CONCENTUS MATER MISERICORDIAE - SAVONA
direttore Riccardo Mitidieri

CORALE “S. MARIA” - COGOLETO
direttore Raffaele Cattani

COLLEGIUM MUSICUM “SANCTI
SEBASTIANI GAMERANIENSIS”
direttore Graziano Interbartolo

Domenica 3 giugno
STELLA - SAN MARTINO
Chiesa SAN MARTINO DI TOURS

CONVEGNO DIOCESANO DELLE CORALI
Ore 15      Rassegna dei cori
Ore 18      S. Messa cantata da tutti i gruppi partecipanti


Savona, 9 maggio 2012

venerdì 18 maggio 2012

Canzoni e Madrigali all'epoca di Chiabrera

Cliccare sull'immagine per ingrandire


VENERDI 18 MAGGIO
ORE 21

Si invia la locandina invito della prossima iniziativa dedicata al nostro socio fondatore Dr. Giuseppe Robatto nell'anniversario del primo anno della sua scomparsa. Siete tutti invitati a partecipare e a divulgare l'invito.
Grazie e cordialità
La Segreteria

Associazione Culturale “R. Aiolfi” – no profit
Via. P. Boselli 6/3, 17100-Savona
Orario: Mercoledì ore 10 – 12
             Giovedì ore 16 - 18

giovedì 17 maggio 2012

"Ufficio di scollocamento"




Avevo la ferma intenzione di recensire - parola grossa! - “Ufficio di scollocamento”, di Simone Perotti e Paolo ErmaniMentre Simone scriveva una dedica sul libro appena acquistato, gli  anticipavo le mie intenzioni: “Lo leggo e butto giù qualcosa”… una promessa? Una minaccia? Sarebbe certamente più utile se le parole uscissero copiose e obiettive, e venissero pubblicate dal quel famoso giornalista da lui citato, censore volontario per “esigenze politiche”. Ma il mosaico si completa con tanti minuscoli frammenti, e alla fine anche il mio pensiero potrà forse rappresentare un piccolo contributo alla diffusione di questo saggio atipico. Purtroppo sono esageratamente coinvolto da situazioni personali, e risulterà alla fine impossibile il restare entro i confini che normalmente si dovrebbero rispettare in queste occasioni. Parto quindi dalla genesi di questa mia conoscenza per esaltare il positivo derivante dalla tecnologia avanzata, fatto doveroso perché senza di essa non avrei probabilmente mai conosciuto “Ufficio di collocamento” e uno dei suoi autori.

E’ un mercoledì sera quando sulla  posta elettronica arriva la solita comunicazione della Libreria Ubik, foriera di novità e di futuri incontri. Il titolo del book mi colpisce immediatamente e le note di accompagnamento sono talmente efficaci che d’acchito cerco “Simone Perotti” su facebook e lo trovo. Scrivo d’istinto un piccolo messaggio e dopo un’ora trovo una risposta, e mi convinco che il giorno dopo, alle 18, devo ascoltare cosa lui abbia da dire. Arrivo con un po’ di anticipo e lo vedo girare nelle vie circostanti, lo chiamo e pare si ricordi di me; qualche parola e prendiamo posto nella saletta dove il libro verrà presentato.

Prima di proseguire nel racconto della giornata devo evidenziare che mai mi era capitato di trovarmi nella situazione in cui l’esposizione e l’interazione avessero una tendenza verso l’infinito; se l’incontro fosse stato programmato in un’ora più favorevole - ma le 18 sono perfette per la maggior parte dei casi - tre ore non sarebbero bastate, tenuto conto che una l’avrei portata via io. Vedremo qualche dettaglio in più a seguire.

Scollocarsi” non è un gioco di parole, ma è esattamente il contrario di”collocarsi”, e sta a significare, in soldoni, smettere di lavorare e cominciare a vivere. Detto così suona come utopistico, anarchico, superficiale, riassunto populistico di un comune malessere che trova facili consensi. E per “scollocarsi” nascono reali “uffici di scollocamento”, sparsi in tutta Italia, e gestiti con professionalità, con l’intento di aiutare a cambiare vita.

Non posso proseguire senza sottolineare che non ho avvertito nessuna posizione politica specifica. E’ questo un libro politico, e far riflettere sulla necessità di lasciare il mondo del lavoro significa assolutamente fare politica, ma non saprei attribuire a Perotti nessuno dei colori che siamo soliti dare, seguendo categorie ben conosciute  e rassicuranti, e di ciò non si può che essere soddisfatti.

Aggrapparsi alla situazione sociale attuale, immaginando di essere  buoni manager, e ipotizzando quindi la realtà, fatta di disastrosi scenari futuri, porta con facilità a condividere il pensiero contenuto nel libro.

La nostra società non funziona… non funziona più, e qualcuno avrebbe dovuto spingerci a pensare per tempo che non si può crescere all’infinito e che il momento della saturazione non era cosa che riguardava altri. Sarebbe lungo, ma facile, fare ora un elenco delle cose che abbiamo assorbito, accumulato, e ritenuto indispensabili per uniformarci, incoscienti e speranzosi che la cosa potesse durare per molto, almeno sino alla pensione, momento tutt’altro che destinato al riposo, ma, al contrario, l’inizio della vera vita; e come è noto tutto quanto ci è ora negato da chi ha deciso che l’asticella si è alzata e che vivremo molto più a lungo. Beh… riutilizzo la parola “manager”, perché in uno dei miei innumerevoli corsi sulla comunicazione mi è stato spiegato che “… il MANAGER ha la capacità di prevedere scenari futuri e quella di pianificare le azioni atte a guidare i cambiamenti”, e quindi i  grandi manager del momento sono al lavoro secondo l’assioma appena citato, e ci aspetta un roseo percorso da settantenni.

Non credo che il problema sia ciò che sta accadendo ora, o ciò che è avvenuto venti… trenta anni fa, con differenti “conduttori” al potere. Mi sono guardato attorno, ho posato un occhio sull’azienda in cui lavoro assumendola come esempio significativo e rappresentativo di qualcosa di più generale, e  ho pensato alle persone che la popolano, tutti, senza esclusione alcuna: operai, impiegati, quadri, dirigenti… nessuno, nessuno, nessuno, ha scelto il mestiere che esercita… tutto è stato casuale, fortuito, necessario per la sopravvivenza, per la formazione di quel microcosmo familiare che potesse ricreare il modello sociale che altri hanno disegnato per noi, e che alla fine abbiamo ritenuto fosse l’unico possibile. In realtà è un mondo di infelici, dove far passare la giornata è un enorme peso psicologico, oltre che, in molti casi, fisico. Un mondo di lavativi e fannulloni? Ingrati? Superficiali? Simone Perotti (non ho idea dell’età di Paolo Ermani) ha capito precocemente ciò che prima o poi tutti riescono a capire con il raggiungimento di una certa età, ma credo che certi sentimenti siano più forti in chi ha avuto buone opportunità di carriera, in chi godeva nel raccontare le sue dodici ore di lavoro medie, in chi si crogiolava nel raccontare di una famiglia trascurata e della negazione dei propri piaceri, in chi ha avuto una sana ambizione che magari lo ha condotto ad immedesimarsi con chi era la causa del suo enorme impegno. 

E arriva il giorno della verità, e tutto crolla, perché si realizza che il tempo a disposizione è limitatissimo e non si può più perdere un attimo e occorre pensare a vivere realmente, a dedicarsi a se stessi e ai propri cari, a osservare ciò che ci circonda, ad apprezzare le piccole cose, a imparare tutto ciò che prima non interessava o si pensava non potesse interessare, ad oziare.

I manager - sempre loro- che ci spiegano che avremo tempo per tutto questo perché vivremo a lungo, sono purtroppo poco credibili, e tutti i buoni proposti appena elencati riempiranno il libro dei sogni. Ma il cambiare vita, secondo gli autori, diventerà una necessità, perché i presupposti su cui si è basato sino ad oggi il nostro benessere sono destinati a cadere.

Il libro di cui sto scrivendo propone cose concrete, e la nascita dei primi “uffici” ne è la prova.

La scelta di rinunciare a quella che è considerata tradizionalmente “la sicurezza di un futuro sereno”, è quella fatta da Perotti, che dopo venti anni di lavoro nel settore della comunicazione, con stipendio invidiabile e prospettive luminose -secondo canoni conosciuti- ha deciso di vivere in modo alternativo. Casa decentrata e posta a contatto con la natura, autoproduzione di ciò che necessita (energia, cibo e prodotti della terra), antica pratica dello scambio, lavoro stagionale nel campo da lui conosciuto, quello della navigazione, riduzione massima di esigenze e costi, fabbisogno mensile ridotto al minimo consentito.

Gli uffici di “scollamento” hanno quindi il compito di guidare il cambiamento e formare e supportare chi decide almeno di provare, seguendo il proprio istinto. Il fenomeno non è certo nuovo ed esistono comunità fuori dai nostri confini che sono decisamente collaudate, così come non mancano gli esempi di chi ha estremizzato il concetto ed ha rinunciato completamente al denaro, per non parlare di chi, già nel secolo scorso, teorizzava la necessità di vivere secondo determinati canoni più a misura d’uomo.

La discussione nel corso della presentazione è stata davvero coinvolgente e ha stimolato domande di un certo spessore. Ma il fatto sorprendente è che l’incontro è “cresciuto” col passare dei minuti sino al punto massimo, registrato quando una donna presente si è consegnata nelle mani di Simone Perotti, chiedendo conforto per le proprie coraggiose scelte - come quella di aver optato volontariamente per il part time- e operando una sorta di confessione che ha dato la sensazione di  una liberazione terapeutica.

Ciò che sto trattando con una buona dose di cosciente e ricercata superficialità, e cioè i dettagli dell’opera, dovranno essere scoperti, step by step, nel corso della lettura.

Personalmente sono rimasto entusiasta dai principi e ritengo che ciò che gli autori hanno illustrato debba costituire uno stimolo alla riflessione; tra il bianco e il nero ci sono una vasta gamma di tonalità che rappresentano la posizione che ognuno di noi può assumere, magari modificandola col passare del tempo. L’importante è prendere coscienza che è finito il mondo che abbiamo ingenuamente creduto fosse l’unico possibile e che la “crescita continua” era un’illusione e, con un po’ di attenzione in più, lo avremmo potuto capire da tempo. Questa consapevolezza può portarci almeno a qualche piccola variazione nello stile di vita che, se passata ai nostri figli, può essere l’origine del vero cambiamento culturale.

Avrei potuto essere al posto di Perotti o meglio, assieme a lui, alla Ubik, e sarei stato in grado di parlare per ore, per giorni, forse, dando spunti per confermare le parole dello scrittore. Lo farò in altro modo, iniziando dal diffondere questo mio scritto.
In tutto quanto sentito e letto ho però trovato qualcosa che rende difficile l’applicazione in determinati casi, nonostante la convinzione di operare scelte coraggiose.

Colgo poche parole tratte dal libro: “ Lo scollocamento è una scelta dell’individuo…”. L’impressione che ho avuto è che, se da un lato capire e agire può essere fatto estremamente rapido, dall’altro diventano proibitive le scelte collettive, laddove i componenti di una famiglia, fatta di uomini e donne inseriti in contesti conosciuti, possono non condividere o non percepire il bisogno di cambio di rotta, così come la tranquillità economica può essere necessaria in alcuni momenti fondamentali, come ad esempio il completamento di un ciclo di studio. Simone Perotti potrà darmi qualche delucidazione supplementare, ma credo che lui  e Paolo Ermani abbiano centrato almeno parte dell’obiettivo, consapevoli che i cambiamenti culturali richiedono del tempo, e che il loro libro è un concentrato di stimoli che vanno nella giusta direzione. Da qualche parte occorre iniziare, senza pensare di scalare in un sol giorno una montagna, e una piccola e inusuale azione, prolungata nel tempo, può fornire il coraggio necessario ad un passo successivo. “Ufficio di scollocamento” mi ha dato la spinta per attuare una prima piccola, significativa modifica… e altre seguiranno, in quello che poteva essere lo speranzoso sottotitolo del libro…”effetto domino”.



“Ufficio di scollocamento” ,  di  Simone Perotti e Paolo Ermani

Editore Chiarelettere



INFO DALLA RETE


Simone Perotti (www.simoneperotti.com) dopo quasi vent’anni di lavoro nel settore della comunicazione ha lasciato tutto e oggi si dedica a scrivere e navigare. È autore del primo libro che ha portato in Italia il fenomeno del DOWNSHIFTING (scalare marcia, rallentare), ADESSO BASTA (Chiarelettere 2009, 11 edizioni). Con Chiarelettere ha pubblicato anche AVANTI TUTTA (2011).


Paolo Ermani (www.pensarecomelemontagne.it), presidente dell’associazione Paea (Progetti alternativi per l’energia e l’ambiente), da oltre due decenni lavora sui temi energetici, ambientali e degli stili di vita. Ha pubblicato, con Valerio Pignatta, PENSARE COME LE MONTAGNE (Ed.Terra Nuova 2011). È tra gli ideatori del quotidiano on line “Il Cambiamento”.